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| GRILLI di Stefano Pastor Il secchio e la scopa attendono, mentre io guardo il buio oltre i vetri. Il mare è lì, più avanti, anche se non lo posso vedere. Ormai è quasi mezzanotte e all’esterno c’è solo buio. Non ci sono neppure lampioni a spezzarlo, l’unica fonte di luce siamo noi, la nostra piscina coperta e riscaldata. È un edificio vecchio, risalente agli anni settanta, ma rimodernato a più riprese. Non è mio, naturalmente, ci lavoro soltanto. Anche se la qualifica è altisonante, addetto alle piscine, in pratica mi sento l’uomo delle pulizie. In sere come queste, però, quando alle venti tutti staccano e tornano alle loro case, resto soltanto io e allora mi sento come se fossi l’unico proprietario di questo strano regno. Alla sera ci sono i ragazzi. Loro di giorno non possono allenarsi, hanno la scuola, lo studio. Certi sono davvero in gamba, diventeranno dei campioni. Sì, abbiamo proprio allevato una generazione di autentiche promesse. Alcuni più di altri. Come Ondina, stasera è rimasta solo lei. È la migliore. Fra due giorni ci sarà la gara più importante della sua carriera, ma io sono sicuro che sarà solo la prima di una lunga serie. La immagino già sul podio delle olimpiadi, entro un paio d’anni. Lei ne ha solo sedici e nonostante sia davvero graziosa non ha ancora un ragazzo, perché ha dedicato tutta se stessa allo sport. L’acqua è il suo regno, in quel mondo liquido lei si trasforma, ne è la regina. Nessuno è in grado di batterla. La conosco da sempre, l’ho vista nascere, praticamente. Andavo a scuola con Sandro, suo padre, e mentre lui passava il tempo col naso infilato nei libri, io accumulavo un successo sportivo dopo l’altro. A distanza di vent’anni, però, lui è diventato il preside del nostro liceo, mentre io mi ritrovo qui, a lavare per terra. Non mi lamento, però, perché sono ancora accanto all’acqua che ho sempre amato e che non vorrei abbandonare per nulla al mondo. Il silenzio che mi circonda amplifica i rumori lontani dei tuffi e dell’acqua mossa. Mi piacerebbe andarla a vedere mentre si allena, ma non posso abbandonare il mio posto, anche se ormai è quasi mezzanotte e l’ora di chiusura si avvicina. Difficilmente arriverà qualcun altro. Andrò ad assistere alla gara, quando toccherà a Ondina, e farò il tifo per lei. Ci sarò soltanto io, purtroppo, perché suo padre lo conosco bene e so che ha timore dell’acqua, non la sopporta. Non è mai stato presente a nessuna delle gare di Ondina. Questo mi fa arrabbiare, certe volte. Neanche la madre ci sarà. Lei non viene mai. Ricordo il suo nome: Nives. Non potrò mai dimenticarlo. Ricordo che era bella, bellissima. Ricordo quell’estate lontana, quando l’abbiamo v...Read the whole post...
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